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FLORA E I SUOI DEMONI: L’ARTISTA ROMANA CI RACCONTA LA SUA PRESA DI COSCIENZA

Dopo la luminosa “Marechiaro”, Flora ci mostra il suo lato più oscuro in “Demoni”, il nuovosingolo pubblicato lo scorso 12 gennaio. Una vista sullo stesso mare, a tratti cheto, a volte turbolento: questo nuovo brano svela le paranoie dell’artista, mantenendo un ritmo incalzante e seducente.
“Demoni” rappresenta un nuovo tassello del percorso di Flora ed è un incoraggiamento a non esorcizzare i propri demoni, ma ad abbracciarli e dichiarare che è normale vivere momenti d’angoscia nella realtà odierna. Sempre connessi, sempre a cercare di ostentare sui social una
vita perfetta, ci dimentichiamo del nostro diritto di stare male, della consistente normalità della tristezza che andrebbe rivendicata e mai minimizzata. Flora abbraccia se stessa con tutti i suoi demoni, la sua luce e la sua oscurità, per donarci un brano profondo e sincero. Abbiamo parlato con lei di questo e tante altre cose, qui di seguito la nostra intervista:

Ciao Flora! Col tuo nuovo singolo “Demoni” decidi di accettare il tuo lato più oscuro. Cosa ti ha portata a questa consapevolezza?

Ciao a voi e grazie per questa intervista:)

Da anni soffro di attacchi di panico, ultimamente per fortuna sempre più radi, e di ansia. Ho sempre pensato che questo lato della mia persona fosse da nascondere, mi rendesse troppo vulnerabile, che fossi sbagliata. Da pochi mesi ho cominciato a ridimensionare questa mia idea grazie anche all’aiuto della terapia. Ora comprendo che esistono lati del mio carattere che mi fanno soffrire ma che mi rendono la persona che sono. 

Mantieni un sound molto dance, un pop energico, nonostante il testo pungente. A chi o cosa devi questa scelta stilistica vincente?

Con la mia musica voglio parlare dei temi che mi stanno a cuore, raccontare la mia identità multiforme, dare voce ad una generazione probabilmente smarrita ma farlo usando un linguaggio semplice, che possa essere compreso da tutti. Ho iniziato per questo a trasformare il mio sound dando risalto a melodie più ritmiche e coinvolgenti e a mood più elettronici. 

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Nella frase “Tutta questa gente perfetta, mi toglie il respiro” a chi ti riferisci? C’è della critica sociale velata all’interno del brano?

La mia non vuole essere una vera e propria critica sociale ma più una presa di coscienza: oggi è facilissimo sentirsi impotenti, meno interessanti, meno intraprendenti, meno realizzati, sempre e comunque qualcosa in meno rispetto a chi ci circonda. Non lo siamo davvero, è che siamo portati a porre attenzione solo su ciò che di perfetto ci troviamo davanti agli occhi. Provare smarrimento è normale. 

Essendo la professione della musicista molto particolare, a tratti difficile e molto legata all’apparenza, ti capita spesso di soffrire il paragone con le vite degli altri artisti?

Mi è capitato di soffrire in passato per via delle mie aspettative e degli obiettivi molto alti che mi pongo. Penso sia poi normale paragonarsi ad altri artisti non tanto relativamente ad aspetti della vita in generale quanto più per il percorso professionale. Non ho mai però provato alcun tipo di invidia o sofferenza. La mia vita mi piace da morire, faccio quello che volevo fare da bambina, mi sento realizzata e gratificata. 

Pensi che i demoni di ognuno di noi possano essere anche una risorsa per spronarci a fare meglio o sarebbe meglio non ascoltarli?

I nostri demoni vanno ascoltati: ci dicono chi siamo, sono parte di noi, crescono con noi e ci fanno rendere conto delle forza che abbiamo quando riusciamo a sconfiggerli.