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This Is EllE con “High Hopes”: ed è pura bellezza!

Scopriamo news e curiosità in questa intervista

Potrebbe sembrare una domanda banale e magari lo è: “Dove sta andando la musica? E dove sta andando la tua di musica?

Dove stia andando la Musica non so... Ma posso sicuramente affermare di stare attualmente correndo nella direzione opposta ahahah. Scherzi a parte, sicuramente stiamo vivendo un momento di profonda crisi per ciò che riguarda l'identità musicale degli artisti che provano oggi a calcare le scene. È tutto studiato a tavolino senza lasciare spazio alla creatività dell'artista in se, come invece si faceva una volta. Questo contribuisce purtroppo alla sterilità dei prodotti che poi ci propinano per radio, sterilità che poi dilaga per forza di cose in tutto ciò che facciamo e nel modo in cui concepiamo la vita. È per questo che mi piace andare contro corrente, per non diventare immune alle emozioni che la musica ci dà l'opportunità di vivere al 100x100.

Ad avere la possibilità di aprire un concerto in uno stadio di un big della musica, affrontandone il pubblico con la tua musica, chi sceglieresti? E perché?

Oggi come oggi i Coldplay. Penso che loro siano riusciti a creare un live incredibile negli anni, la sensibilità musicale di Chris Martin e dei suoi compagni si palpa a chilometri... Per me sarebbe un grande sogno che si realizza!

Quali sono i tuoi piani più immediati?

Per ora sono super concentrata nella realizzazione e l'uscita del mio nuovo progetto da solista, aiutata dal mio fedele compagno Matt Petacca e da altri validissimi collaboratori non che grandi amici. In una squadra che vince l'amicizia e la stima sono per me ingredienti fondamentali! È appena uscita High Hopes, che è il rifacimento di uno dei brani più belli dei Pink Floyd e della storia della Musica per me. A giorni uscirà il videoclip, interamente girato da me e Matt, e segnerà l'inizio di una saga che man mano vi svelerò in questi prossimi mesi.

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Quanto è importante per te internet nell’ambito musicale? Si rimpiange il passato in cui i social e selfie erano solo utopia o, meglio, proiettarsi verso il futuro abbracciando le nuove, seppur fredde, forme di comunicazione?

Oggi internet è fondamentale, anche se gli algoritmi sono cambiati e non hanno più l'efficacia di prima. Due o tre anni fa era diverso, era facile far girare i propri contenuti, oggi sembra invece sempre più complicato, come se i social oscurassero ciò che proponiamo... In ogni modo non si può essere inesistenti sulle varie piattaforme se si vuole lavorare in ambito artistico, felici o no è così. Se ho nostalgia di come era prima? E chi non ne ha... Sfido chiunque a dire il contrario.

C’è differenza tra ciò che ascolti e ciò che in realtà componi e canti?

La differenza è abissale, anche perché ascolto veramente di tutto. È fondamentale se si vuole avere una scrittura ed una composizione varia che non sia la copia spudorata di qualcuno. Ovviamente gli spunti vanno assolutamente presi, sempre però avendo cura di metterci del proprio.

Tanta musica sulle spalle, palchi e sudore in onore alla dea musica. Con l’esperienza e la concezione raggiunta della musica, cosa consiglieresti a dei giovanissimi per intraprendere un percorso artistico e discografico?

Siate voi stessi, sempre, senza paura. Quando non siamo noi stessi si vede e si sente a kilometri, e la cosa non potrà mai funzionare, statene certi.

Chi vorresti ringraziare per chiudere questa intervista?

Vorrei ringraziare tutte le persone che mi aiutano ogni giorno a realizzare le mie folli idee, è grazie a loro se sono qui a scrivere di questo mio progetto. Da soli non si fa gran che, come dicevano i Pink Floyd in uno dei loro capolavori: together we stand, divided we fall!

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