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NON SONO AMMESSE “VIE DI MEZZO” NELLE EMOZIONI: RÖA AGGIUNGE UN TERZO IMPORTANTE TASSELLO AL SUO PERCORSO

Brutale e onesta, röa narra il modo in cui le emozioni la travolgono in “Vie Di Mezzo”: rinnovando la collaborazione con i produttori Andrea Castelli e heysimo, la cantante ci porta su un nuovo piano della sua psiche. Dopo “Estranei”, in cui parla alla sé del passato e “Rosso”, sentimentale dichiarazione alla sua anima gemella, Aurora sente quasi fisiologicamente che è arrivato il momento di raccontare qualcosa di intimo. Dolci e scoppiettanti sono le note pop, alternate da intermezzi elettronici e chitarre graffianti che strizzano l’occhio al pop punk, su cui si dispiega la riflessione sofferta e veritiera di röa: le emozioni sono un macigno nella vita dell’artista, che non trova via di mezzo. Per l’artista o è tutto o è niente: le sfumature non sono ammesse. Viaggiando tra questi due picchi, l’artista vive un rapporto di odio e amore per se stessa ancora irrisolto.

Cerco vie di mezzo, ma detesto il centro, vivo a petto aperto, per girarci un coltello

Qui di seguito la nostra intervista.

Ciao röa, il tuo nuovo singolo “Vie di mezzo” racconta il tuo personale modo di vivere le emozioni, ce lo vorresti raccontare? Come mai hai sentito l’esigenza di raccontare in musica questa tua caratteristica?

Ciao, vie di mezzo descrive il modo in cui ho percepito le emozioni nel corso della vita, ovvero come un costante alternarsi di eccessi sia positivi che negativi. Di conseguenza crescendo, per non soccombere all’intensità con cui percepivo ogni emozione, ho iniziato a cercare disperatamente un equilibrio, ma sfortunatamente mi sono ritrovata a silenziare completamente ogni mio stato d’animo, con comportamenti disfunzionali, pur di non affrontarlo.  Non avevo idea di cosa fosse la serenità, quindi continuavo a cercarla fallendo ogni volta perché non avevo gli strumenti adatti per trovarla, e mi sentivo l’unica persona al mondo ad avere un rapporto così disastroso con una cosa così naturale come il provare emozioni. Quindi ho scritto questo pezzo sperando di far sentire meno sole altre persone che, come me, stanno ancora cercando una via di mezzo. 

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C’è stato un evento o una situazione in particolare che ha iniziato a farti pensare al fatto che forse tu “provi” in modo diverso dagli altri?

In realtà credo di averlo capito solo vivendo ed interfacciandomi con il mondo esterno. Alle medie ho iniziato a stringere le prime vere amicizie e di conseguenza ho iniziato a conoscere il modo in cui altre persone vivevano la propria vita, ed ho capito che forse il mio modo di rapportarmi alla sfera emotiva non era “normale”. Ovviamente non avevo ancora capito bene il funzionamento della mia mente e credo di aver realizzato di avere un problema solo quando ho capito che i comportamenti che adottavo per sopprimere ogni emozione (bella o brutta che fosse) non erano sani e mi stavano danneggiando mentalmente e soprattutto fisicamente. 

Il tuo sound è molto, graffiante, tagliente, come mai nelle tue canzoni esce sempre questo lato di te? Pensi che questo sia il tuo modo di esprimerti definitivo o hai ancora molte chiavi di lettura musicali in serbo per noi?

Io credo che questo sound rispecchi al meglio il mio modo di comunicare. Scrivere pezzi per me è sempre stato un modo per affrontare sentimenti che nella realtà quotidiana non consideravo degni di essere comunicati. Con il tempo a tutto questo si è aggiunta la mia volontà di collezionare momenti che hanno segnato la mia vita, trasformandoli in brani. Quindi alla base del mio sound c’è una brutale onestà di fondo, tuttavia sono sempre pronta a sperimentare cose nuove quindi credo che la mia musica cambierà insieme a me nel tempo. 

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Dici di soffrire molto il tuo modo di essere, vivendo un rapporto di odio-amore con le tue emozioni, pensi riuscirai mai ad accettarti così come sei? Cosa consiglieresti a chi, come te, vive salendo su e giù da queste montagne russe emotive?

In realtà credo di aver sofferto molto il rapporto con la mia mente solo da piccola, quando non avevo ancora gli strumenti per comprenderla, attualmente invece sto imparando a conviverci. Ovviamente ci sono giorni in cui mi sembra di rivivere il passato e mi risulta impossibile vivere normalmente, ma ormai lo accetto. Essere così mi ha resa la persona che sono e onestamente sono molto fiera di me. Vivere in un conflitto costante con me stessa non è stato facile ma credo di aver maturato con il tempo una consapevolezza che prima non avevo e non potrei essere più grata alla me del passato per aver perseverato nella ricerca di un equilibrio. Non so se le mie parole possono aiutare qualcuno, ma vorrei dire a tutte le persone che si sentono come me che c’è speranza. Io non ho ancora trovato un equilibrio e non auguro a nessuno di convivere con i miei pensieri, ma ho imparato a trarne qualcosa di bello. Ho accettato di dover adottare dei comportamenti che mi proteggessero da me stessa e non è stato facile disimparare tutti i miei vecchi comportamenti disfunzionali, soprattutto vivendo circondata da persone che non dovevano prendere centinaia di precauzioni nella loro testa solo per passare una bella giornata, ma ne è valsa la pena. Quindi fidatevi quando dico che c’è speranza.