Intervista ad Emin Hersh: si racconta e ci parla della sua “Cercaci”

Arriva il poeta e cantautore toscano Emin Hersh per parlarci della sua ultima uscita musicale “Cercaci”

Un caloroso benvenuto ad Emin Hersh, poeta e cantautore toscano che oggi ci presenta il suo nuovo singolo “Cercaci”. Allora Emin, Il pezzo è molto bello. E’ anche autobiografico?

 

Ciao a voi e grazie per lo spazio che mi dedicate!

In tutto quello che scrivo, siano poesie o canzoni, i prestiti dalla vita reale sono inevitabili. “Cercaci” è nata di getto mentre vagavo per le strade di campagna intorno alla mia città, nel tentativo infruttuoso di scappare alla tristezza per la fine di una storia. Tentativo fallito, che ha portato però ad una presa di coscienza sulla necessità di trovare una riconciliazione con quello che è stato, di riabilitarlo e cercarlo nel ricordo. Niente è inutile.

 

La canzone potrebbe essere tranquillamente la colonna sonora di un film? Ci hai mai pensato? A quale film assoceresti la tua canzone?

 

Non ci avevo mai pensato, ma grazie per la “dritta”. Probabilmente la assocerei ad un film romantico, visto il testo. Magari una storia di quelle che mette in scena Virzì in “Tutti i santi giorni”, dove il protagonista mantiene sempre un lato umano, un presidio di bontà, malgrado gli eventi avversi. 

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Musicalmente quali sono gli artisti a cui ti sei ispirato per il tuo stile pop rock?

 

La mia formazione avviene, in realtà, sulle note dei grandi cantautori. Ho sempre amato De Andrè, Guccini, De Gregori, Gaetano, Gaber e i principali autori della canzone italiana. Mi sono poi “svecchiato”, se così si può dire visto che parliamo di autori in voga da decenni, con Vasco, Ligabue e gli Zen Circus. Forse non c’è un filo rosso che li lega, ma hanno tutti avuto un ruolo importante per me.

 

Ci saranno altri singoli nei prossimi mesi?

 

Il 23 ottobre 2023, giorno del mio compleanno, uscirà un nuovo singolo dal titolo “Polaroid”, per adesso lascio che l’estate venga vissuta con allegria spensieratezza, l’autunno è più adatto alle canzoni malinconiche come le mie…

 

Sei anche un poeta. Nella musica in voga oggi c’è abbastanza poco di poetico. Tu come la pensi a riguardo? Cambieresti qualcosa? 

 

La poesia non ha mai venduto granché ma, probabilmente, c’è anche un problema culturale. Non siamo più abituati ad ascoltarci, a soffermarci sulla bellezza delle cose. Tutto è diventato usa e getta. Se da un lato i social network hanno permesso di ampliare notevolmente il pubblico e le capacità espressive, dall’altro hanno creato una forma mentis abituata al consumo repentino di immagini e informazioni prive di analisi personale. Fondamentalmente, siamo ormai assuefatti alla sintesi, la complessità annoia e le emozioni fanno paura. Ma non credo che i cuori si siano inariditi, penso che non siano più semplicemente allenati ad interpretare le emozioni. Voglio dire, proviamo tutti qualcosa davanti alla poesia struggente di un tramonto, ma ci limitiamo a fotografarlo e postarlo o a lasciarlo in archivio, piuttosto che viverlo. Io forse cambierei questo, cercherei di “vivere” il tramonto, e la bellezza del vivere più in generale, di allenare nuovamente il cuore alle cose belle, ai silenzi, ai vuoti, ai giorni belli e a quelli dolorosi perché tanto, prima o poi, con i sentimenti dobbiamo tutti farci i conti. Meglio essere preparati, la poesia in questo può venirci incontro tanto in letteratura quanto in musica.

 

Ascolta “Cercaci” su Spotify: https://open.spotify.com/track/7hBSmGvytgmbf2KSbWpz3y?si=ceb270196f574cfc 

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0371 Music Press
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