Milo Scaglioni

Milo Scaglioni come bassista dei Baustelle. Com’è successo?

A sei anni di distanza dal precedente album di debutto solista “A Simple Present”, torna il songwriter Milo Scaglioni con “Invincible Summer”, il nuovo disco disponibile in distribuzione Artist First dal 5 maggio 2023 su tutte le piattaforme digitali. Un nuovo capitolo già anticipato dal singolo “Locked in a circle”, pubblicato a dicembre: un secondo romanzo di formazione musicale firmato dal menestrello che ama la psichedelia (come lo ha definito XL Repubblica nel 2017).

Attualmente in tour con i Baustelle, abbiamo deciso di indagare su questo romanzo di formazione e quest’estate decisamente atipica che Milo Scaglioni ha deciso di condividerci. Siamo felici di averlo incontrato!

Sei anni di assenza, e finalmente un nuovo disco. Quando hai iniziato a lavorarci? E come hai passato questo periodo di assenza, dove abbiamo vissuto, tra le altre cose, anche una pandemia globale? Ci fai un super riassunto?

Ho iniziato a lavorarci prima di finire il primo disco, è assurdo ma è la verità. Abbiamo iniziato a fare delle preproduzioni forse 5 anni fa insieme ad Angelo DiMino, alternando periodi di lavoro intenso a periodi di pausa. Difficile riassumere un periodo così lungo, però posso dirti che ancora non ho letto Il Nome della Rosa. Quest’estate mi ripropongo di farlo.

Ti stiamo vedendo anche come bassista dei Baustelle. Com’è successo?

E’ successo alquanto inspiegabilmente, ma sono fatalista e credo un po’ al destino. Un giorno mi ha contattato Francesco, che non conoscevo di persona, per chiedermi se mi sarebbe interessato collaborare al prossimo disco dei Baustelle. Ho avuto pure il coraggio di dirgli che era un po’ che non suonavo il basso, per fortuna si è fidato lo stesso. Fin qui è stata una bellissima esperienza sia artisticamente che umanamente.

Senti che “Invincible Summer” è anche in qualche modo un romanzo di formazione, come è scritto sul comunicato stampa? E quali altre influenze letterarie ritroviamo in questo disco?

Potrei dirti che ho preso a piene mani da tutto quello che ho vissuto, letto, ascoltato, da tutte le persone, da tutte le esperienze, ma non sarei in grado di essere più specifico. Credo che il processo creativo di questo disco sia stato fortemente inconscio, tanto che quando l’ho ascoltato finito mi sono un po’ spaventato.

E, a proposito di estati, che cosa hai in programma per quest’estate?

Sarò in tour coi Baustelle a Luglio e Agosto, vorrei fare anche io delle date quando possibile. Poi vorrei passare un po’ di tempo in mezzo alla natura e senza telefono, magari riuscirò a fare una bella camminata in solitaria, mi piacerebbe provare a fare la via degli dei o qualcosa del genere.

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