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Intervista con Ross Roys

Ross Roys, dj producer toscana, da tempo propone sonorità elettroniche che fanno scatenare il mondo. Con uno sguardo puntato alle capitali del clubbing, da Miami ad Ibiza, il suo ultimo pezzo s’intitola “After Time”. La traduzione del titolo parla chiaro: “Tempo dopo”. Infatti l’artista dice: “Questo lavoro risponde alla mia necessità di creare sonorità particolari che riflettessero mie particolari sensazioni”. Pubblicato dalla sua etichetta discografica, Ross Roys Records, il suono riflette il mondo interiore dell’artista. In merito alle produzioni ed alla sua visione musicale, le abbiamo fatto qualche domanda…

Che rapporto hai con la musica?

“Fa parte dei miei bisogni ed è indispensabile per me per condurre una vita soddisfacente: non riesco davvero ad immaginare nessuna fase della mia vita senza una colonna sonora”.

Come definiresti la tua musica? E come la racconteresti? 

La mia musica rappresenta il mio sforzo di portare nel mondo fisico ciò che è nel mio mondo interiore. Parlo di sforzo perché in realtà con ogni produzione riesco a trasmettere solo frammenti e non la totalità delle mie sensazioni: è un lavoro di creazione ed assemblaggio di suoni molto impegnativo che non deve mai dimenticare la sua missione che secondo me è influenzare positivamente il mood di chi l’ascolta”.

Ci racconti com’è nata la tua più recente produzione? 

“La musica è per me una necessità, che si tratta di ascoltarla, ballarla, suonarla o crearla. Per “After time” mi sono presa un po’ di tempo per studiare qualcosa di nuovo che fosse specchio della mia evoluzione”.

A cosa stai lavorando adesso? 

“Sul fronte delle produzioni sto lavorando a sonorità particolarmente originali. In contemporanea sto stringendo dei nuovi rapporti con il mondo ibizenco: è un po’ che manco e desidero tornare presto sull’isola che per me è fonte inestimabile di ispirazione e di energia positiva”.

Chi sono gli artisti che ti hanno influenzato di più e perché?

“Negli ultimi tempi ho tratto ispirazione da Indira Paganotto, Sama’ Abdulhadi e Fatima Hajji. Sono tutte donne. Mi hanno colpito le loro sonorità, i ritmi incalzanti e la grande energia”.

Che musica ascolteremo e balleremo nell’estate ’23?

“Non prevedo grosse differenze con il 2022, andranno alla grande gli artisti che faranno produzioni “cantabili” più che ballabili, così come avviene da qualche anno, in Italia almeno”.

Come vedi la scena musicale italiana in questo periodo? I club, i festival, il pop, l’elettronica, la trap… Ci fai una panoramica? 

“Penso che andranno alla grande i festival ed i locali dove si mangia e si beve (soprattutto) si balla (con moderazione) e si canta a squarciagola all’occorrenza. Come generi vedo molto bene il pop e la trap soprattutto”.

C’è qualche giovane artista italiano di talento non ancora così famoso che vuoi segnalarci?

“Ho dato un’occhiata alla scuderia di Amici e penso che qualcosa Maria sfornerà a breve. Ho sentito voci interessanti, in particolare mi ha colpito Wax”.

Qual è il futuro del music business secondo te?

“I mega eventi con line up infinite ed i concerti modello Sfera Ebbasta”.

E come vedi invece il tuo futuro nella musica come artista?

“Il mio futuro come artista lo vedo con delle collaborazioni che mi porteranno ad Ibiza, Miami e poco in Italia”