Giobanni Baglioni

“Vorrei bastasse” è il nuovo album di Giovanni Baglioni

“Vorrei bastasse” arriva a più di 10 anni di distanza dal precedente disco “Anima Meccanica” e contiene otto brani inediti nei quali Giovanni Baglioni conferma un estro compositivo peculiare, accompagnato da una padronanza tecnica affinata attraverso il suo percorso di esecutore e compositore.
Vorrei bastasse”, fin dalla scelta del titolo, è testimonianza di un sentimento di inquietudine che ha accompagnato l’artista. Da un lato il peso delle aspettative che ha percepito e che lo hanno a tratti scoraggiato e fatto dubitare della scelta del proprio percorso di vita. Dall’altro il malcontento e l’amarezza per un mondo che sembra interessarsi sempre meno all’essenza in favore dell’apparenza, che brama i personaggi perché la musica sembra bastare sempre meno. Questa lotta emotiva si è risolta così come lui stesso racconta: «“Vorrei bastasse” è un atto liberatorio, col tempo ho dovuto riconoscere che la musica è il linguaggio che più mi parla e mi emoziona; ho tentato più volte di allontanarla ma alla fine ha vinto lei, e mi sono dovuto dolcemente arrendere al fatto che sia la mia strada»
Nella copertina del disco, realizzata da Alessandro Dobici, è rappresentato il rapporto che l’artista vuole instaurare col pubblico: in contrasto con un mondo che sgomita per manifestare la propria presenza, egli si offre al mare come un messaggio in bottiglia che chiunque può scegliere di raccogliere e accogliere, senza che sia esso ad imporsi. «Vorrei bastasse la musica, perché già nella sola musica c’è tanta passione, dedizione, impegno».
Il disco è accompagnato dall’uscita in radio del brano “Emisferi” che ha la peculiarità di essere eseguito chitarra e pianoforte in simultanea. Come racconta Giovanni: «La ricerca tecnica può essere un percorso molto stimolante che però rischia di trascinare in un vortice che allontana dalla centralità del discorso musicale, diventando essa più il fine che il mezzo. In questo caso l’idea di utilizzare due strumenti è nata dalla sfida di suonare con una mano sola con la tecnica del tapping una parte pensata inizialmente per due mani. Il risultato è una sorta di dialogo fra i due strumenti che inizia curioso e guardingo, si infittisce e si anima nella parte centrale per poi acquietarsi e rarefarsi nel finale». Il singolo è accompagnato da un videoclip di grande impatto che evidenzia anche visivamente la padronanza tecnica di Giovanni nell’alternare e fondere l’utilizzo dei due strumenti.
Questa la track list del disco: “Tea Lemon Mummy”, “Toro Seduto Ascendente Leone”, “Miraggio”, “Roots”, “Il Giro del Giorno in 80 Mondi”, “SkArpeggio”, “Il Rischio dell’Emozione”, “Emisferi”.

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Biografia

Sorprendente talento della chitarra acustica contemporanea
Giovanni Baglioni è uno dei nomi più interessanti ed originali nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea. Virtuoso dello strumento, si approccia alla chitarra in maniera spettacolare spaziando dal sapiente utilizzo del tapping, all’impiego di accordature alternative, agli armonici artificiali, all'utilizzo percussivo dello strumento, e ad una minuziosa ricerca polifonica e timbrica.
A partire dal 2006 ha iniziato ad esibirsi dal vivo attingendo al repertorio di importanti esponenti della chitarra acustica solista quali Tommy EmmanuelMichael HedgesPierre BensusanErik MongrainPreston Reed, Andy McKee, Maneli Jamal, Justin King e conquistando presto un proprio appuntamento fisso nello storico The Place di Roma.
Ha partecipato ai più importanti festival italiani di chitarra acustica (Soave, Sarzana) e al Canadian Guitar Festival.
Nel 2009 ha pubblicato il suo primo disco dal titolo Anima Meccanica, cui hanno fatto seguito diversi tour di successo e grande consenso sul territorio italiano.
Si è esibito in numerosi concerti da solista in locali, teatri, auditorium, jazz club tra i più prestigiosi (Blue Notedi Milano, Salone MargheritaAlexanderplatz a Roma, FolkClub di Torino, teatro Geox di Padova).
Ha collaborato in diversi progetti musicali con importanti artisti: guest star di Mario Biondi nel disco If, e in “Spazio Tempo Tour”; ospite solista e arrangiatore in numerosi tour di Claudio Baglioni; ha incrociato la chitarra con il sassofono di Stefano Di Battista; ha registrato un proprio brano con il pluripremiato chitarrista classico Flavio Sala nel disco “De la Buena Onda”. Ha partecipato al progetto Da Manhattan a Cefalù del pianista jazz Santi Scarcella. Ha condiviso il palco con Nicola PiovaniSimone CristicchiMario VenutiPier CorteseFilippo Graziani.

Ha intrecciato la sua musica anche con altre forme d’arte, il teatro, la danza, la scrittura fra i quali: lo spettacolo Tra Schiaffo e Carezza - intrecci di parole e musica con il compianto scrittore Pino Roveredo, il progetto Arrivederci Fratello Mare di Erri De Luca, lo spettacolo METAmorfosi, commistione di arti, con Vinicio Marchioni e Walter Savelli, lo spettacolo Note di Cioccolata con Paolo Triestino.
È attualmente in uscita il suo ultimo lavoro discografico Vorrei Bastasse che ha richiesto un lungo periodo di riflessione e gestazione.
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